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Come raccogliere le risposte RSVP degli invitati

Cosa chiedere agli ospiti, quale scadenza fissare per le risposte, come ricordarlo a chi resta in silenzio e quando è il momento di considerare qualcuno come assente.

·6 min di lettura

Le risposte RSVP non sono una formalità di cortesia. Sono il numero da cui si calcola quasi tutto il budget: porzioni, sedie, navette, bomboniere, torta. Una lista sbagliata di dieci persone significa dieci cene pagate che nessuno mangia, oppure dieci persone senza posto. Per questo vale la pena raccoglierle con lo stesso metodo con cui avete scelto la location.

Perché «fatemi sapere» non funziona

«Fatemi sapere se venite» suona gentile, e proprio per questo non funziona: non ha una scadenza, non ha un destinatario preciso, non ha un modulo. Alcuni rispondono subito, altri pensano di rispondere più avanti e si scordano, altri lo dicono a tua madre a una festa di compleanno e voi non lo saprete mai. Il risultato è che due settimane prima del matrimonio siete lì con la lista a cercare di ricordare chi più o meno aveva detto di sì.

Funziona il contrario: un solo modo concreto per rispondere, una data, una lista dove finisce tutto. Non importa che sia una pagina con dei pulsanti o un foglio di calcolo che tenete a mano: l'importante è che sia uno solo.

Cosa chiedere

La tentazione di chiedere tutto insieme è forte, ma più lungo è il modulo, meno persone lo completano. Bastano cinque domande, e solo la prima è obbligatoria:

  • Se viene o no: sì o no, senza l'opzione «probabilmente».
  • Da solo o con un accompagnatore, se avete offerto la possibilità.
  • Figli e la loro età: da questo dipendono il menù per i bambini e la babysitter.
  • Cosa beve: alcolici, bevande senza alcol, niente. Senza questo dato non si può organizzare il bar.
  • Esigenze alimentari: vegetariano, allergie, niente carne di maiale.

Tutto il resto, come se serve la navetta, dove alloggia, a che ora arriva, va chiesto separatamente e solo alle persone a cui interessa. A un ospite che abita dietro l'angolo, una domanda sull'hotel serve solo a confonderlo.

Quale scadenza fissare

Puntate a tre o quattro settimane prima del matrimonio. Non è un capriccio: la location di solito chiede il numero definitivo con due settimane di anticipo, e a voi serve un margine per i ritardatari e per il piano dei tavoli.

Metti la scadenza nell'invito come data precisa: non «entro la fine dell'estate», ma «rispondete per favore entro il 15 agosto». Una scadenza vaga si legge come «un giorno qualsiasi». Sul calendario completo dell'invio trovate di più nell'articolo su quando inviare gli inviti di matrimonio.

Come ricordarlo

Il silenzio quasi mai significa un no. Di solito qualcuno ha aperto l'invito in un momento scomodo e l'ha rimandato. Quindi pianificate il promemoria fin dall'inizio, invece di viverlo come un imbarazzo.

Uno schema che non infastidisce nessuno: una settimana prima della scadenza, un messaggio breve a chi non ha ancora risposto. Dopo la scadenza, un messaggio privato o una telefonata a chi resta in silenzio. Non nella chat di gruppo: lì il promemoria lo leggono tutti e rispondono quattro persone.

Ciao Olivia! Chiudiamo la lista degli invitati venerdì, mi dici se voi due potete venire? Ci serve solo il numero esatto da dare al ristorante.

Una formula con un motivo funziona meglio di un secco «allora, vieni?»: l'altra persona capisce che si tratta di un numero per la location, non di un controllo.

Chi non risponde mai

Dopo un secondo promemoria, è più onesto considerare come assente l'ospite che resta in silenzio. È spiacevole, ma l'alternativa è pagare un posto che con ogni probabilità rimarrà vuoto.

Un caso a parte è «cercherò di venire». Non è una risposta. Chiedete di nuovo direttamente: «dobbiamo dare un numero, ti segno o no?». Di solito la persona si decide sul momento.

Dove tenere tutto

Fino a circa venti ospiti basta un foglio di calcolo. Da lì in poi comincia il lavoro manuale: i nomi nelle chat, le bevande nelle note del telefono, i figli a memoria, e a un certo punto scopri che le tre fonti non coincidono.

Un invito digitale elimina esattamente questa parte: l'ospite risponde direttamente sulla pagina e la lista si aggiorna da sola, mostrando chi l'ha aperta, chi ha confermato, chi ha scelto il menù, chi porta figli. Le porzioni si contano e il piano dei tavoli si costruisce dagli stessi dati, senza riscrivere un solo nome. Potete vedere come funziona nella pagina sugli inviti digitali.

In breve

  • Date un solo modo per rispondere e una data precisa nell'invito.
  • Chiedete al massimo cinque cose; tutto il resto, caso per caso.
  • Una settimana prima della scadenza, ricordatelo a chi resta in silenzio.
  • Dopo la scadenza, contattate uno per uno i silenziosi.
  • Due settimane prima del matrimonio, date il numero definitivo alla location e non cambiatelo più.

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